
coreografia Juan
Diego Puerta López
con Manuela de Angelis, Juan Diego Puerta López
musica Zep Tepi
scenografia e costumi Juan Diego Puerta López
La danza si svolge in uno spazio-materia che viene modificato dai danzatori,
costruendo momenti precari che poi sono decostruiti dalla necessità di mutare.
La stessa materia acquista fluidità creando forme incognite che alterano lo
spazio esterno e lo stato interno dei danzatori. La danza si trasforma
costantemente attraverso le diverse possibilità ritmiche e corporee, consumando
ogni istante irripetibile. L'energia si rigenera per sopravvivere all'insistenza
di una danza senza pausa.
Recensioni
…Il suo ONOFF traversa il doppio binario di una danza pulsionale e
sintetica, geometrica e ascensionale, giocando nella ristretta quadratura del
palcoscenico per mezzo di un vero quadrato altro corpo, parte scenografica,
tappeto del ring che viene utilizzato dai due. Si tratta di un elemento quasi
rigido con il quale i danzatori entrano in collisione, creano spazi, modificano
l'assetto prospettico dello spettacolo, si lanciano in un definitivo vuoto a
forma di vortice che le due figure cercano di contenere.
Paolo Ruffini
(da "Prima Fila", maggio 2000)
In ONOFF, il supporto scenico si dischiude svelando i danzatori che
rimangono ancorati all'involucro-contenitore in instabili equilibri. Nella
coreografia di Juan Diego Puerta López s'identifica l'antitesi tra il naturale
e l'artificiale, come costante necessità umana (ora attiva, ora passiva), di
reagire alla precarietà del tempo. L'insondabilità dello spazio porta i
danzatori a connaturarsi con il supporto quadrato: connessioni-sconnessioni,
appunto, attivazione-disattivazione, ossia ONOFF. Il quadrato, ora
tappeto, ora struttura dalle caratteristiche aerodinamiche e variabili, si
configura assieme agli esecutori in un estremo rapporto vitale: i danzatori
polarizzano la materia attivandola, quindi, modificandola; al di fuori di essa
il senso dello spazio è privo di coscienza e di riferimenti gravitazionali. I
corpi vestiti di bianco rifrangono atmosfera sotto forma di luce, esaltando la
connotazione del mondo contemporaneo, caratterizzato da frenetiche interferenze.
Un estratto d'elementi visivi e comportamentali caratterizza il posizionamento
nell'immediato della coreografia che esplode ed implode continuamente il campo
scenico. I danzatori si attivano e si disattivano, attivando e disattivando lo
spazio scenico.
Mauro Filipponi