
REGIA E COREOGRAFIA:
Juan Diego Puerta Lopez
CON:
Valerio
Tambone e Juan Diego Puerta Lopez
MUSICA
ORIGINALE:
Armin
Steiner
ORGANIZZAZIONE:
Gaetano
Costantini
STANZA N° 1
Il Pugile si prepara, si veste, respira aspettando il momento per combattere, si carica di un’aggressività interna verso il suo avversario, lo guarda da lontano, osserva i suoi possibili punti deboli, traspare in lui un apparente stato di calma, dove paura e fragilità si nascondono, non solo risveglia la sua fisicità per renderla pronta ad agire, ma anche rende vigile e strategica la sua mente.
STANZA N° 2
L’estrema fisicità del corpo lo porta all’ossessione, all’esasperazione, all’orrore, in cui la lotta c’è sempre, sotto forma di un incubo che non trova mai uno stato di pace. A volte la voce emerge come implosione conseguente alla sua frenesia, a volte condizionata da un corpo destrutturato, in continua mutazione. La sua paura di essere sconfitto, lo porta ad un’angoscia senza respiro, senza silenzio, senza pausa. Il suo sguardo oltrepassa i limiti, mediante l’istinto di sopravvivenza. Il corpo, a sua volta, viene “denaturalizzato” attraverso diverse metamorfosi, vivendo così gli stati più brutali, causati da un se stesso non risolto.
RING
Luogo immaginario in cui una continua successione di segni rendono metaforico, astratto il loro scontro. Luogo dove i due personaggi fanno un gioco crudele, ironico, grottesco, delirante…
Dove raccontano i loro mondi pieni di bellezza e allo stesso tempo d’orrore. Emerge costantemente l’impossibilità di raggiungere uno stato interno d’armonia, creando contrapposizioni tanto emozionali come corporee.
La paura di essere sconfitti determina l’estrema necessità di rialzarsi dopo una caduta, di riprendersi, rigenerando in continuazione l’energia. Una lotta estenuante. Un incubo, elettrico e teso, che conduce i due personaggi alla frenesia.
Forse l’avversario non esiste, forse esiste un unico uomo sorpreso da se stesso.